Mirna
Moretti
Riflessioni sulla scrittura
Io
sono una grafomane cronica. Scrivo da sempre il mio diario personale, riflessioni,
poesie, lettere e
vorrei spingere tutti a scrivere. Familiari, amiche
e alunni. Per me la scrittura sottolinea la vita e la espande. Scrivere è
un laboratorio dell'anima che serve per conoscersi completamente. Per me scrivere
è stata anche una stampella per non cadere nei momenti di sconforto,
un ampliarsi dei momenti felici e nello stesso tempo una guida per diventare
più consapevole di ciò che sono, delle mie possibilità
e dei miei limiti; ho un'immagine più chiara di me stessa e una maggiore
tolleranza nell'accettarmi. So per quali strade sono giunta ad essere quella
che sono e so che la scrittura mi aiuterà ancora nel cammino che voglio
percorrere.
Talvolta occorre fermarsi, afferrare e frenare il tempo che scivola, e sistemare
le nostre emozioni e i nostri pensieri.
Che cosa meglio della scrittura ci può aiutare in questo riordinare
l'animo?
Lowell dice che si ottiene una sorta di protezione "ammantandosi di parole
scritte".
Io ho provato questa sensazione nei dieci giorni trascorsi da sola alla fine
di dicembre, quando ho vissuto momenti epifanici - e di delizia - e di stupore.
Mi sono sentita più ricettiva, più leggera, pronta a dare forma
alla mia giornata. Prima che Piero e Stefania partissero per la Liguria ho
vissuto momenti contraddittori: volevo seguirli perché lo sentivo come
un dovere, ma provavo anche in fondo al cuore l'urgente necessità di
un colloquio interiore. Che fare? La scrittura mi è stata di aiuto.
Ho scritto di getto alcuni versi che mi hanno fatto capire ciò che
desideravo veramente: le parole sulla carta hanno svelato ciò che non
riuscivo a proferire con la voce o a estrapolare dalle circonvoluzioni dei
soli pensieri.
non rosicchiatemi col vostro amore,
lasciatemi sola con la mia dolce follia
a fluttuare libera e completa fra queste mura
che si aprono per me in alti abissi
di colori e pensieri.
Vi sprofondo incauta,
vittima di vortici di ebbrezza e violenza,
che, fatali, mi scaglieranno
nell'Eden e nel buio.
Ho
capito che avevo bisogno di un periodo sgombro da imposizioni, un periodo
in cui fare solo cose che volevo fare io, senza obblighi o sforzi.
Mi sono sentita come una casa chiara, aperta dove entrava obbligatoriamente
soltanto la luce mutevole del giorno. Ho riscoperto che posso plasmare le
mie emozioni seguendo certi itinerari che soltanto io conosco: la rilettura
di libri appassionanti che già in passato mi svelarono i misteri della
psiche umana e soprattutto di quella dei poeti. E' stato avvincente ripercorrere
la vita tormentata di Lord Byron. Quale mistero goloso per me la psiche umana!
Sandra mi diceva che lei non vuole aprire certi settori ermetici della sua
vita per timore di scuotere il suo equilibrio; per me invece ogni rivelazione
è fonte di stupore e di ricchezza e so che riuscirò ad accettarla,
assimilarla e razionalizzarla, grazie anche alla scrittura.
Quelle giornate ritagliate dalla corsa abituale della mia vita mi hanno fatto
aprire finestrelle rinchiuse da tempo e ritrovare il piacere della contemplazione,
della pace, della libertà. Potrei essere sempre così e ciò
mi è di conforto. Giorni morbidi che mi hanno regalato risvegli sorridenti,
giorni di vera vacanza per lo spirito, giorni di sole, NUOVI e piene di attese
di pensieri NUOVI. Come i poeti attendo sempre la rinascita che, a prescindere
dal ciclo stagionale per assaggiare curiosa e stupita ciò che la vita
mi offrirà.
(Dai diari dicembrini )
Mirna Moretti