Oreste
Valle
"La
creatura"
Mi
chiamo Oreste Valle e sono il personaggio d'un romanzo, "Venuta dal mare".
Ho letto su "Voices.it" l'articolo di Alessandro Gabriele "I
sensi dello scrittore", un'analisi sottile e pregnante sull'autore e
la sua creatura.
Ebbene, io sono quella creatura e vorrei darvi la mia testimonianza.
In senso stretto, io non esisto. Sono stato inventato, sono solo un insieme
di segni sulla carta.
Entrato nella mente di Mirella Floris, la mia autrice, l'ho costretta a scrivermi.
Avviene così per ciascun personaggio: dal momento in cui l'idea si
forma nella mente d'uno scrittore, esso cresce, si forma, diventa vero, ossessivo,
irresistibile. La nostra nascita è un misterioso miracolo.
Non tutti sanno di questa magia. Un grande genio, Pirandello, la espresse
in un testo mirabile: "Sei personaggi in cerca d'autore". Tutti
quelli che lo hanno visto rappresentare ne sono stati catturati, commossi.
"Che idea geniale!" hanno poi pensato. Invece no, amici miei, non
si tratta di un'idea geniale, è la VERITA'. Avviene davvero: siamo
noi, i personaggi che, mossi dall'urgenza d'esistere, c'introduciamo, senza
dare nell'occhio, nella mente degli scrittori. Noi VOGLIAMO, dobbiamo vivere!
Solo per questo ci affanniamo a penetrare la loro immaginazione.
Mille distrazioni, cento avvenimenti intercorrono prima che essi ci creino.
Il nostro ideatore esita, cincischia. E noi lì, tenaci, cocciuti, a
non dargli tregua. Infine... egli si decide, si mette alla tastiera e comincia.
Un urlo di speranza e di gioia: "forse vivrò!". Quante esitazioni,
quante imprecisioni... veri e propri tradimenti. Purtroppo, non possiamo scegliere
chi ci permetterà di vivere.
A volte capita uno pseudo-scrittore o un velleitario scribacchino. Ne esistono
tanti: pigri, approssimativi, superficiali, a volte presuntuosi. Allora ci
tocca soffrire, agitarci nelle loro menti, comparire nei loro sogni notturni,
facendoci intravedere... Dobbiamo invogliarli, spingerli, infine costringerli,
a lavorare seriamente. Non possiamo aver pietà, e' essenziale per noi.
E tutto questo non basta! Il fatto è che, per aver vita davvero, dobbiamo
poi trovare un lettore. Prendiamo forma, diventiamo per così dire "reali",
solo in chi ci legge. Lo scrittore è un intermediario: fondamentale,
inevitabile, ma solo intermediario. Meglio ci descrive, più facile
sarà per noi esserci appieno.
La nostra esistenza è nelle mani degli altri: prima di chi scrive,
poi di chi legge. Non possiamo farci niente: questo è il nostro destino!
Se incontriamo uno scrittore capace e un lettore sensibile, avremo la fortuna
di esistere in uno splendore indimenticabile. Se, invece, troviamo un autore
incapace o un lettore superficiale, non emergeremo dal limbo in cui siamo,
risulteremo pallidi copie di quello che avremmo il diritto d'essere.
Tante parole si dicono ogni giorno sulla scrittura. Credetemi, questo solo
è essenziale: il personaggio che cerca i suoi creatori. Tutto il resto
sono... divagazioni.
Lo scrittore, sconosciuto o celebre che sia, ha il dovere d'essere efficace.
A lui sono affidate le nostre esistenze di personaggi. Dipende in gran parte
da come egli ci scrive trovare o meno dei lettori. E con essi, il soffio vitale.
Alcuni, attratti dalla vicenda, ci colgono appena appena: siamo ectoplasmi,
fantasmi vaghi, solo accennati. Altri, più profondi - inaspettata gioia
- riescono a immaginarci del tutto, a darci corpo degnamente.
Questa felicità d'esistere appieno è magnifica, indescrivibile,
ma rara. Solo quando un lettore riesce a capirci a fondo, ad afferrare la
nostra essenza, ad andare al di là di apparenze e pregiudizi... solo
allora noi, finalmente, VIVIAMO!
Nessuno, credetemi, ha una vita più precaria e difficile di noi. Parola
di personaggio: Oreste Valle, protagonista di "Venuta dal mare".