Rita D'Amario  Rita D'Amario

IMPARIAMO A LEGGERE PER IMPARARE A SCRIVERE

- SECONDA PARTE -

I libri possono educare?

Sì, se ciò che si legge non si riduce a un semplice sapere nozionistico o accademico.
Qual è lo scopo dell'educazione?
Di fornire lo stimolo al cambiamento, ciò avviene attraverso l'interpretazione della realtà che non si limita alla semplice sopravvivenza ma avviene tramite l'instaurarsi di rapporti con la società quindi, con gli uomini. A contatto con i fatti, con gli eventi, ogni essere umano può sviluppare le proprie capacità e trovare la soluzione ai problemi che si presentano ogni giorno. Chi si prende l'impegno di educare deve trovare le risposte ad alcune domande semplici ma fondamentali:
Come si deve vivere?
Qual è il metodo per educare il corpo, la mente e lo spirito?
Come si concludono gli affari?
Come si gestisce la famiglia?
Quali sono i diritti e i doveri di ogni singolo individuo?
Come si perfeziona l'esistenza?
Ogni essere umano deve essere in grado di scegliere la strada da percorrere. Fin dall'infanzia, si adottano delle metodologie educative che sviluppano le capacità del bambino affinché diventi un adulto ben integrato socialmente. Lo sviluppo della personalità procede per fasi, ogni persona deve essere messa di fronte a se stessa per conoscersi e selezionare il tipo di vita che vuole condurre. E' necessario che l'uomo apra la sua mente e la renda elastica, ciò è possibile se impara a leggere per informarsi su tutto ciò che vibra intorno ad ogni essere umano. Non è facile scegliere un libro per soddisfare la fame di sapere, la ricerca si complica quando non conosciamo noi stessi. Conoscere le proprie emozioni, i sogni, i desideri, le aspirazioni, la capacità di esprimere ciò che si è letto, aiuta a selezionare le letture.
Proseguiamo per tappe:
I bambini della prima e della seconda infanzia leggono le immagini, i disegni, le figure dei libri, ciò non soddisfa la fame che hanno di conoscere il mondo. E' fondamentale che hai bambini vengano lette le fiabe e le favole, perché esse destano profonde e benevoli impressioni nell'animo umano. Il linguaggio della fiaba è comprensibile e si adatta alla realtà del bambino, in esse sono riprodotte le stesse esperienze che il bambino affronta nel suo mondo e attraverso la narrazione trova il modo di sciogliere i nodi che riguardano la sfera emotiva e conoscitiva.
La realtà infantile è ben diversa da quella degli adulti, si avvale di un linguaggio proprio. La fantasia e l'immaginazione che regnano sovrane nella fiaba, sono le stesse che dominano il mondo infantile. Un confronto chiaro, permette di crescere e di valorizzare la capacità che il bambino possiede, inoltre, attraverso di essa, il bambino si rende conto che anche la favola della sua vita avrà un finale lieto. Le fiabe mettono in poesia i racconti popolari, dove reale ed irreale sono mescolati magicamente. Rappresenta un'allegoria della vita, dove i sentimenti come: ansie, turbamenti, inquietudini, gioia e felicità, trovano spazio per manifestarsi e per essere risolti, attraverso di essa, il bambino ha la possibilità di integrarsi meglio nel mondo, perché impara a gestire le proprie emozioni. Con i racconti il bambino è messo di fronte alla vita, alle sue esigenze e necessità, rischi e difficoltà. Il mondo fiabesco suggerisce le risposte alle domande che i bimbi si pongono nel loro mondo, cercando di trovare un giusto equilibrio e raggiungere la maturità. Le fiabe agiscono a livelli profondi, il fanciullo senza accorgersi impara a dare un senso a ciò che vive e ad accettare ciò che gli appare frustrante e insopportabile. Le fiabe suggeriscono gli stimoli necessari affinché il bambino reagisca alla vita. Il fanciullo si identifica con i personaggi del mondo magico, con gli animali che parlano, con i fiori, con gli gnomi, con le fate, combattono le streghe, gli orchi. Sono storie incredibili, avventurose e fantastiche che affascinano sempre, perché il tempo della fiaba non si può controllare, ha uno spazio e un obiettivo ben preciso. Le storie iniziano sempre con "c'era una volta…..", ma ci sarà sempre qualcuno che racconterà, esse resistono al tempo e al mondo che cambia, sono universali. I veri protagonisti delle fiabe sono sempre gli uomini, anche se, le loro virtù e vizi sono raffigurati da animali parlanti, da draghi, o da elfi. Rappresentano la realtà umana e la speranza di sconfiggere il male.



Arrivederci alla prossima puntata.