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Ormai
fa troppo freddo per restare nuda sdraiata su questo divano, ma
lo faccio per lui.
Lo faccio per la sua immensa dedizione, per l’amore che mette
nei suoi gesti, perché sapermi così desiderata mi
basta a riscaldare ogni fibra ed ogni cellula. Lui mi trova bellissima,
non si cura delle mie piccole imperfezioni, che pure ci sono,
eccome se ci sono. Mi ha detto tante volte quanto non sia importante
il colore dei miei occhi e dei miei capelli, quanto ami ogni centimetro
di me.
Sta
modellando una statua, un’altra me stessa in questa stanza, e
la carezza, la coccola, la perfeziona e si rattrista quando mi
dice: “Tanto non sarà mai bella come te”.
Spesso
si siede accanto a me e mi sfiora gli occhi, ne segue l’inclinazione,
la forma allungata, poi con le dita scende fino alle labbra, le
cerca, le disegna, le vuole socchiuse, così vuole ritrarmi.
“Peccato” mi dice “che io non possa modellare anche la tua voce,
il tuo profumo, la tua risata”.
Si
ferma a studiare la curva di un fianco, prende i miei seni a coppa
dentro le sue mani, col pollice ne definisce ogni particolare,
ne sonda le pieghe più calde. Teneramente gioca col mio
ventre, si scalda le mani al calore della pelle delle gambe, tra
le gambe. Nulla rimanda, nulla esclude. Passa lunghi momenti su
ogni mio particolare, sul rilievo di un neo, sul pulsare delle
vene interne al polso, sondando ogni angolo e ogni mio mistero,
senza mai fretta, senza perdere nulla.
Poi
torna alla creta e con lo stesso amore riproduce ogni ricordo,
tutto quello che di me gli è rimasto attaccato alle dita.
Lavorando mi volta le spalle, ma non importa, io non devo essergli
davanti, ormai gli sono dentro, sono parte di lui, senza incertezze,
senza bisogno di ulteriori conferme. Mi parla, mi sussurra desideri,
mi fabbrica secondo la sua impronta, mi beve, mi assorbe, mi vuole.
Ed io sono sua, io che non ho un corpo perfetto, io che per strada
non ho mai ricevuto neanche un fischio, io che sono una come tante,
per tutti, ma non per lui.
Si
è fatta sera.
La
luce del crepuscolo non basta, non può bastare per questo
infinito lavoro di cesello. Ormai sono un'ombra su questo divano,
sono soltanto fiato caldo in un punto indefinito, ma tutto ciò
non ha alcuna importanza.
Lui
non ha mai visto un tramonto, lui non conosce l'effetto della
polvere che viaggia in un riflesso, lui ha occhi senza iride né
fondo, lui è un pozzo buio pieno di domande.
Io
sono la sua donna e la sua unica risposta.
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