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-Andiamo?
Lorna se ne stava appoggiata al
bancone del bar, la borsetta in una mano.
-Andare dove? - le domandò Rick
facendo uscire dalle narici il fumo del sigaro.
-Vedi tu. A casa.
Rick tirò a sé il portacenere e
vi schiacciò dentro il mozzicone.
-Non ho voglia. - disse.
Fuori era buio.
-Nevica - disse Rick spingendo lo
sguardo in quel vuoto punteggiato di fiocchi di neve. Gli pareva di essere
chiuso in una capsula e di vedere le stelle passare a gran velocità fuori
dall'oblò.
-Ti ricordi Hartford?, domandò a
Lorna.
-Non ora, Rick.
-Io sì.
-Tu sei un sentimentale.
-Era diversa, la neve. - disse Rick
prendendo un altro sigaro dal taschino della giacca.
-Senti - disse Lorna. -Andiamo.
Ho sonno.
Lo guardò accendere il sigaro con
l'accendino di metallo. Sì, a Hartford la neve era diversa, pensò.
-Finisco questo, vuoi? - le domandò
Rick. Alzò davanti a sé il sigaro e le fece quel sorrisino idiota che
da un po' di tempo gli deturpava la faccia.
-Lo vuoi tu. -disse Lorna, e si
alzò.
Il locale era semivuoto. Nemmeno
la radio accesa. La voce di Rick le sfiorò le spalle.
-Farò tardi - le disse.
-Anch'io - rispose Lorna senza voltarsi.
Si strinse nel cappotto. Un fiocco di neve le si poggiò sulle ciglia.
Un altro sulle labbra.
Fino a quando scese gli scalini
della metropolitana e il ricordo di Hartford smise di farle male.
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