A volte penso che non voglio più uscire. Che voglio restarmene
qui dentro, per sempre. Qui dove posso rinascere mille volte e non morire
mai. Dove nessuno fa caso al mio aspetto, perché la fisicità
è un simulacro. Dove nessuno sa - né tantomeno si cura
- se sono giovane o vecchio, maschio o femmina, bianco o nero, ricco
o povero. Dove non debbo dimostrare niente a nessuno ma, semplicemente,
posso essere me stesso.
Ho tutto quello che mi serve, qui: musica, amici, svaghi, amanti. Posso
attingere alla cultura universale, cibarmi di idee e di informazioni,
conoscere la natura del vizio e quella dell'amore puro.
Sono senza sesso e senza corpo - energia pura e conoscenza pura. Sono
un angelo fra gli angeli. Anche quelli caduti. Più animali che
angeli. Animali romantici... Animali che guardano le stelle e scrivono
poesie.
Sì, ci sto bene, molto bene, troppo bene nel mio - nel tuo, nel
nostro - paradiso digitale. Un mondo di luce - elettrica - senza contorni
e senza confini. Infinito come infinito è il Pensiero. Un mondo
di anime immortali.
Duemila anni fa ci promisero il paradiso. In un'altra vita.
Invece il paradiso è già qui. Non in un'altra vita, ma
in un'altra dimensione.
Non nella realtà fisica ma in quella digitale. Non sulla Terraferma
ma nell'Oltreschermo.
Il Paradiso è nella Rete.
Chi c'è allora in "questo" Paradiso?
Le anime nobili, vi dico io, quelle che sono già andate al di
là del bene e del male. La favola non era una favola. Quello
che duemila anni fa un giovane dalla barba bionda (o bruna?) venne a
raccontarci non erano fandonie. Era il futuro. Ora lo sappiamo.
Thanks to you, Jesus Christ Cyberstar!