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Marcella
Fadda
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Barbara
Monaco
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Ho
vissuto (e intendo vivere nelle prossime tre settimane) con grande allegria
e passione. A pensarci bene, forse la vera morte per me sarebbe buttarmi
giù da un luogo molto alto precipitando al suolo con lo stesso impeto
con cui mi sono buttata dentro la vita. Devo solo decidere da dove buttarmi,
ma ho tempo tre settimane.
La scelta delle tre settimane e del consumo dell’ultima bomboletta
di deodorante per finirla lì, non è casuale, non è una scelta compiaciuta
per giocare con la vita e con la morte. Non è alternativa alla fine
dello zucchero o della cartuccia della stampante, o all’esaurimento
delle scorte del frigo, o al consumarsi del tacco delle scarpe. E’ una
necessità. Fra tre settimane finirà l’ultima bomboletta esistente al
mondo del mio deodorante, dopo di che non ne esisterà più neanche una
goccia.
Ho scoperto il profumo di Tango venti anni fa per caso. Compio
sempre gli anni in autunno, e nell’autunno di venti anni fa alcuni amici
si unirono per farmi un regalo, che vollero importante e profumato. Aprii emozionata il pacchetto che mi cambiò la vita. Dentro
c’erano acqua di colonia, profumo deodorante, bagno schiuma, crema per
il corpo e borotalco all’essenza di Tango. Era un aroma meraviglioso,
quello che avevo sempre cercato. Fu un amore immediato e assoluto. Ho
cosparso il mio corpo di borotalco per la prima volta dai tempi dell’infanzia
a venticinque anni, usando il piumino dolce. L’ho fatto per me, ma anche
per tutti gli uomini che ho avuto o desiderato.
Tango non mi ha mai più lasciata e io non ho mai più lasciato
lui. E’ stato con Tango che ho scoperto il meraviglioso piacere di entrare
in profumeria e provare ombretti, rimmel, fard, fondotinta, rossetti,
eyeliner, matite per occhi, matite per labbra, smalto per unghie. Prima di allora il mio corpo era un involucro fastidioso di
cui non avevo interesse a prendermi cura. Da allora ho scoperto che
con il corpo potevo trasmettere quello che avevo dentro e la vita che
era in me. Ho provato infinità di ombretti, rossetti e rimmel, ho alternato
matite di tutti i colori e fard di tutte le marche, ho sperimentato
trucchi diversi. L’unica cosa che non ho mai cambiato è stato il mio
profumo, non ho mai avuto curiosità per profumi che non fossero lui. Da allora il mio aroma mi anticipa o mi segue sempre. Le persone
che mi vogliono bene, amici o colleghi, capiscono che sono in zona perché
sentono il mio profumo. Mia
madre piange quando sente il mio profumo in qualche sua camicetta che,
quando vado a trovarla, le prendo in prestito. Non ha pianto il giorno
del mio matrimonio, non ha pianto il giorno della laurea, ma si commuove
quando sente il mio profumo. Le
poche persone che non hanno apprezzato o riconosciuto il mio profumo
sono state in genere persone poco gradevoli per me, con cui non sono
riuscita a creare un rapporto affettivo. Il
mio profumo è la mia seconda, anzi ormai unica, pelle.
La mia è stata una vita molto intensa. Per vent’anni ho avuto
il coraggio di rischiare e cercare di prendermi tutto quello che mi
interessava, nei sentimenti, nel lavoro, nell’amore. Ho anche sofferto
molto perchè la vita non è generosa. Ho strappato a morsi le soddisfazioni
più difficili, ho provato anche la dolcezza di piccole perle che mi
sono rotolate per caso fra le dita. Ho
dato tanto alle persone che ho incontrato, ma ho anche preteso tanto.
I miei amori sono stati tutti brevi, e non sempre per mia scelta. Ho
desiderato trovare qualcuno con cui invecchiare. Non l’ho trovato. Pensavo
che Tango sarebbe stato il mio compagno di vecchiaia.
Adesso
invece anche lui mi abbandona.
Negli ultimi mesi non mi sono arresa. Ho battuto con metodo
tutte le profumerie della città, soprattutto quelle della periferia,
che è facile abbiano fondi di magazzino. Il mio negozio di fiducia conservava
solo per me il mio aroma e lo chiedeva alle profumerie associate. Se
gli amici partivano erano incaricati di fare incetta di tutti i barattoli
e le bottigliette di Tango delle altre città, o all’estero. Ho cercato
anch’io come tutti di rimandare l’incontro con la fine. Adesso so che
non c’è più niente da fare.
Gli esseri umani sono in grado di riconoscere fino a 70 profumi.
Gli animali anche fino a 2000. Sono stati fatti esperimenti da scienziati
che hanno dimostrato che il profumo, anche se non percepito consapevolmente
dal naso, può influenzare le scelte delle persone.
C’è gente che si suicida perché non è andata bene ad un esame,
perché è infelice in amore o perché ha perso il lavoro. Io ho perso
il mio profumo. Non saprei più chi essere. Avrei paura di dover ricominciare
dall’inizio il viaggio dentro di me. Preferisco finire, piuttosto che ricominciare. Adesso sa, gentile Presidente, cosa implica la sua decisione
di sospendere la produzione dell’aroma Tango. E’ libero di ignorare questa mia lettera. Mi rendo conto di
non costituire un segmento di mercato quantitativamente interessante,
ma non posso rinunciare a scriverle, perché non posso lasciare nulla
di intentato. Non voglio distrarla dal suo lavoro, muoverla a compassione
o farle venire rimorsi (forse un po’ di rimorsi sì), lei non è Dio,
la mia vita non dipende da lei, dipende da Tango.
La ringrazio per l’attenzione e la saluto.
Signora
Marilda Zucchetti via
dei Pantani 11 Torino |
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