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Venuta dal mare.
   
Besa Editrice
Presentazione di Maurizio Bernardelli Curuz
VENUTA DAL MARE
BESA editrice 2002

 

Lanciato dal mare su una spiaggia, quanto il tronco di una venere moderna e noir uscita da una schiuma post-botticelliana, il cadavere di una donna, plastico, quasi statuario, d'una bellezza priva di senso di fronte all'imminente disfacimento, irrompe su una spiaggia crepuscolare, a fine stagione, quando le ombre proiettano arancioni obliqui sulla rena.
Nel cadavere s'imbatte un maresciallo in pensione che, lasciata l'attività investigativa, punta all'investigazione suprema, quella concessa dalla letteratura, che non richiede soltanto l'uso algoritmico della ragione, ma la comprensione totale della realtà attraverso quelle facoltà che non risiedono soltanto nelle sfere razionali, ma appartengono a un nuovo modo di sentire la realtà, attraverso le sue più remote vibrazioni.
Il maresciallo di "Venuta dal mare" non è pertanto attratto dal caso per una "coazione a ripetere", per un'inveterata abitudine investigativa che lo riconsegna alla professione di un tempo. Dalla nuova condizione di scrittore, il pensionato è in grado di esplorare il delitto evitando di seguire quelle regole procedurali che, normalmente, trasformano il delitto in una pratica burocratica che si autoalimenta e che non ha tanto la finalità di dimostrare la verità, quanto di testificare la correttezza di ogni segmento esplorativo.
Partendo da questi presupposti, la scrittrice Mirella Floris conduce il lettore in un viaggio, quello compiuto da Oreste, che cercando l'autore del delitto, si trova in realtà ad individuare le semplici regole del mondo, nascoste dalla cortina della convenienze.
La scrittura del romanzo nel romanzo - che avviene contestualmente al percorso di conoscenza - per certi aspetti, anticipa e orienta, con la potenza di un sogno premonitore, le svolte delle indagini.
Partendo da un dischetto e da una mail, lo scrittore-maresciallo è in grado di ricostruire la vita di quella donna affascinante e intellettualmente attiva, di quella donna curiosa e piena di vitalità, che aveva segretamente aderito ad un movimento eversivo.
Lo scrittore-investigatore subirà profondamente il fascino della misteriosa signora venuta dal mare e ne ricostruirà gli ultimi istanti, al punto di dover, egli stesso, fuggire agli assassini. Mirella Floris realizza il romanzo attraverso un'interessante ricerca strutturale, che pone, di fatto, il lavoro al di là dello stereotipo del racconto investigativo, per vivificarlo in letteratura più alta. Sicché la scrittrice, più che la morte, investiga la profondità delle pulsioni che innalzano il valore dell'avventura della vita.

Maurizio Bernardelli Curuz