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Lanciato
dal mare su una spiaggia, quanto il tronco di una venere moderna e noir
uscita da una schiuma post-botticelliana, il cadavere di una donna, plastico,
quasi statuario, d'una bellezza priva di senso di fronte all'imminente
disfacimento, irrompe su una spiaggia crepuscolare, a fine stagione, quando
le ombre proiettano arancioni obliqui sulla rena.
Nel cadavere s'imbatte un maresciallo in pensione che, lasciata l'attività
investigativa, punta all'investigazione suprema, quella concessa dalla
letteratura, che non richiede soltanto l'uso algoritmico della ragione,
ma la comprensione totale della realtà attraverso quelle facoltà
che non risiedono soltanto nelle sfere razionali, ma appartengono a un
nuovo modo di sentire la realtà, attraverso le sue più remote
vibrazioni.
Il maresciallo di "Venuta dal mare" non è pertanto attratto
dal caso per una "coazione a ripetere", per un'inveterata abitudine
investigativa che lo riconsegna alla professione di un tempo. Dalla nuova
condizione di scrittore, il pensionato è in grado di esplorare
il delitto evitando di seguire quelle regole procedurali che, normalmente,
trasformano il delitto in una pratica burocratica che si autoalimenta
e che non ha tanto la finalità di dimostrare la verità,
quanto di testificare la correttezza di ogni segmento esplorativo.
Partendo da questi presupposti, la scrittrice Mirella Floris conduce il
lettore in un viaggio, quello compiuto da Oreste, che cercando l'autore
del delitto, si trova in realtà ad individuare le semplici regole
del mondo, nascoste dalla cortina della convenienze.
La scrittura del romanzo nel romanzo - che avviene contestualmente al
percorso di conoscenza - per certi aspetti, anticipa e orienta, con la
potenza di un sogno premonitore, le svolte delle indagini.
Partendo da un dischetto e da una mail, lo scrittore-maresciallo è
in grado di ricostruire la vita di quella donna affascinante e intellettualmente
attiva, di quella donna curiosa e piena di vitalità, che aveva
segretamente aderito ad un movimento eversivo.
Lo scrittore-investigatore subirà profondamente il fascino della
misteriosa signora venuta dal mare e ne ricostruirà gli ultimi
istanti, al punto di dover, egli stesso, fuggire agli assassini. Mirella
Floris realizza il romanzo attraverso un'interessante ricerca strutturale,
che pone, di fatto, il lavoro al di là dello stereotipo del racconto
investigativo, per vivificarlo in letteratura più alta. Sicché
la scrittrice, più che la morte, investiga la profondità
delle pulsioni che innalzano il valore dell'avventura della vita.
Maurizio
Bernardelli Curuz
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