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Franco
Bertan
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Giace l'infinita dolcezza. Il tuo corpo nudo ha l'odore dell'ombra dentro il ricordo d'un pomeriggio d'estate, vele di lenzuola pulite stese al sole, profumo di sapone e di laguna. Donna mia, Venezia sognata tutte le notti, ti accarezzò, un suono si trascina nell'orizzonte aperto, forse il motore di una barca lontana, gli occhi si chiudono, un'onda bagna le dita della mia mano. Sogno di bambino in volo sopra i tetti rossi, aperture improvvise sul Canal Grande, acqua color smeraldo di quella Venezia sognata da sempre, sottile malinconia che s'insinua verso sera, febbre improvvisa che ti sorprende in piena notte. Amore senza destino. Potrò mai dimenticarti?
(
Brescia 15 aprile 1999)
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