Essere
quella sedia che ti accarezza i fianchi ed essere per te l'inverno
fuori della finestra solo per sussurrarti prima di dormire che c'è
un infinito piacere di pollini e voli nuziali che ti aspettano quando
mi trasformerò in un soffio di primavera quando ti costringerò
a respiri così vasti che avrai paura di farti scoppiare la
gabbia toracica e che ne venga fuori il cuore con tutti i suoi pensieri
e i sogni e la cornucopia dei tuoi mondi e le infinite carezze con
cui sommergerò la tua pelle fino a renderti null'altro che
un puro luminoso antichissimo istinto privo di ragione