Tutta
la famiglia
snocciola
avemarie
sui grani del rosario
i cani abbaiano in sottofondo.
la zia piange
e si batte il petto
il piccolino lancia cozzi di pizza al cane.
la mamma ripensa alla sua laurea in teologia
e lancia anatemi
alla fornicazione e io
noncelafacciononcelafaccio
e guardo
Serena e lei guarda me
e scappa nella sua stanza
ancora devo finire di leggermi l'Orlando furioso
sarebbe bello
Volare sull'ippogrifo
lontano...
sotto
il pergolato della zia Maria Pia
Catia si alliscia la pancia
sognando bomboniere e pannolini e ride
sulla diagnosi dello
psichiatra.
Mio zio s'è perso
tra i pensieri
e non vuole ascoltare, le sue mani da muratore
sudano
e il dolore cresce e, cazzo, siamo
nel 2001 e ancora
si parla di fuitine
e mia madre
stringe le sue due lauree
cerca di capire e
sputa su quella fornicazione
- nessuno pensa ai bambini ?-
e i piedi di Francesco puzzano
"falli stare zitti quei maledetti cani ! "
mia zia
si scaglia contro sua figlia;
" gloria al Padre al Figlio e
allo Spirito Santo"
e solo un altro schiaffo,
"com'era nel principio"
- guardo mia madre -
e un'altra estate muore
e io ancora non ci credo,
e sarà sempre
"nei secoli dei secoli,
Amen"