Lui seduto sulla panchina di fronte
Lui così preso dall'incanto della lettura
Lui incantato da molte cose che non vi dico
per brevità
Lui che lascia andare le parole
- il suono ha preso il sopravvento sul senso
Le sue mani, ah, le sue mani piccole
- infila le dita tra le liste verdi di legno
Lei
seduta sulla panchina di fronte
Lei che annuncia la sua presenza con un colpetto di tosse
- involontariamente, forse
Lei in osservazione e ascolto
- di qualcosa che ha dentro, dentro la pancia
Lei allibita dalla vicinanza di un passero
- in effetti è accanto a lei, proprio accanto
Non
sanno quello che sta per accadere
Non sanno come risolvere molte cose
Non sanno rimanere immobili
Non sanno spostare un grammo senza far rumore
Non sanno quanti esseri viventi (quanti?) osservano la scena
Così,
a un certo punto, tutto cambia
Lei
si alza e cammina
- pensa di camminare un po'
Lei, con le mani, sposta la pancia a destra e a sinistra
- per sentire quanto pesa?
Lei tornerà da dove è venuta
Suppongo
questo
Mentre
lui, la lingua di lui, intona un canto
-quasi un canto, dalle parole di prima
Mentre siamo vicini al crepuscolo
- il parco chiude e la luce resterà attaccata alle cose ancora
per poco
Mentre un soffio di vento riesce (appena) a smuovere le foglie
Sarebbe
bastato un attimo
Immagino
lei che lo ascolta
Immagino lui che non può fare a meno di arrossire
Immagino lei che gli accarezza la testa per un po'
-
è quasi amore